about me

Sono nato a Marsala nel 1985.

Già in età infantile manifestavo una spiccata creatività che andavo sempre più concretizzando in una enorme quantità di disegni e prodotti di vario genere. Non si trattava per me di un semplice svago occasionale, ma di una vera e propria attività creativa a tempo pieno cui davo la priorità sui compiti di scuola. Continuai a sperimentare assecondando la mia vena artistica, capendo da subito che quella sarebbe stata la mia funzione nel mondo. Questa necessità si accompagnava parallelamente ad una ricerca spirituale, dovuta soprattutto al mio atteggiamento curioso ed indagatore nei confronti della vita.

Ho frequentato dapprima il Liceo Artistico di Trapani, poi, conseguita la maturità, mi trasferii a Brescia dove frequentai La L.A.B.A. (Libera Accademia di Belle Arti). Lì ebbi modo di affinare la mia tecnica figurativa dipingendo dal vivo. In quel periodo realizzai anche una gran quantità di autoritratti motivata da un’attenta analisi psicologica della mia persona. Dopo due anni, spinto dall’esigenza di ampliare le mie vedute, mi trasferii a Milano continuando gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera. Avendo già alle spalle un’ottima padronanza delle tecniche pittoriche, cominciai a sviluppare la mia personale cifra stilistica grazie soprattutto al confronto con altri giovani artisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Mi accostai al pensiero antroposofico, frequentando i seminari all’associazione Antroposofica Milanese, grazie alla quale potei acquisire un metodo empirico di ricerca interiore e spirituale. Questa costituì un passaggio fondamentale che determinò anche la mia poetica artistica. In quegli anni frequentai lo studio dello scultore Gino Masciarelli. Mi appassionai allo studio di antichi simboli e di immagini archetipiche dalle quali attinsi nuove forme e contenuti. Ne conseguì la stesura di un saggio letterario-filosofico dal titolo “Attraverso i confini del tempo e dello spazio / Saggio sulle forme archetipiche”, che presentai come tesi di Laurea al Biennio specialistico in Arti Visive.

La mia pittura rimanda idealmente alla dimensione archetipica e le mie opere contraddistinguono le tappe di un percorso spirituale. La mia poetica artistica si esplica, oltre che con la pittura, anche mediante l’illustrazione, le arti plastiche, la video arte, le arti performative e le installazioni.

L’arte e la ricerca interiore son da sempre state le vocazioni della mia vita; interessi che a volte si compensano l’un l’altro e a volte vanno di pari passo. Del resto, la ricerca spirituale è paragonabile a quella artistica poiché entrambe sono ricerche interiori ed individuali. Il “fare arte” è per me un’esperienza intuitiva che mi permette di cogliere, nelle forme e nei colori, un quid sovrasensibile. Lo stesso Rudolf Steiner affermava che “la vera arte non può altro che essere cosciente che da un lato ha da portare la vita divino-spirituale sulla terra, e dall’altro strutturare la vita fisico-terrena in modo che nelle sue forme, nei suoi colori, nelle parole e nei suoni possa apparire come una manifestazione terrena della sfera extraterrena.”[1]

Il compito dell’artista è quello di ristabilire una sorta di armonia tra la sfera spirituale e quella terrena. Come si sa l’arte ha avuto all’origine una funzione “auratica” ed ha cercato di rendere manifesta in modo concettuale e simbolico la realtà sovrasensibile: questo è stato possibile, in passato, soltanto grazie alle esperienze di veggenza di alcuni uomini ed artisti. L’arte pittorica, a tal proposito, svolge un ruolo di particolare importanza poiché è il linguaggio dello spirito (la superficie bidimensionale rappresenta idealmente la dimensione dello spirito).

La vera arte è frutto di una coscienza pura. Essa può rivelare contenuti di natura trascendente attraverso immagini allegoriche o simboli grazie alla facoltà medianica dell’artista; per questo motivo nel mio linguaggio artistico mi avvalgo dell’utilizzo di simbologie ben precise, ovvero di immagini archetipiche.

Esse, in virtù della propria numinosità, si manifestano nei sogni e nelle fantasie dell’uomo, agendo su di esso come “archetipi della trasformazione”. La loro funzione è quella di riportare l’equilibrio nella psiche dell’individuo, integrando l’inconscio nella coscienza. Si tratta di un processo sintetico di autocoscienza che Jung definisce col termine “processo di individuazione”[2].

Attualmente vivo ed opero tra Zurigo, Milano e Marsala. Come libero professionista, collaboro con alcuni studi d’arte ed architettura. Sono membro del movimento artistico In-Flusso di Milano, fondato dall’artista Gino Masciarelli.

 

[1] Rudolf Steiner, La missione universale dell’arte, ed. Antroposofica, Milano 1999, p. 53

[2] C. G. Jung, Gli archetipi dell’inconscio collettivo, ed. Bollati Boringhieri, Torino 2008, p. 66